Stressa da ufficio
I cari e vecchi cubicoli, considerati da molti lavoratori alienanti, sono nell’ultimo decennio stati rimpiazzati in ufficio dalla mania dell’open space: grandi aree aperte, dove i dipendenti possono vedersi l’un l’altro, interagire e non sentirsi oppressi da quattro soffocanti mura. Eppure non è tutto rose e fiori nell’universo della condivisione lavorativa, poiché gli open space sono a tasso elevatissimo di stress: che fare per non soccombere?
La diatriba tra cubicolo e spazio aperto non è di certo questione recente: già dagli anni ’60, in particolare in Germania e nei paesi Scandinavi, la discussione ha tenuto banco fra i lavoratori, anche con precise prese di posizione dai sindacati locali. Eppure una ricetta perfetta non sembra esistere, perché quel che toglie il cubicolo – la socializzazione, ma anche il respiro – l’open space lo recupera in stress. Uno studio pubblicato qualche tempo fa su Environment & Behavior, ad esempio, dimostra come la condivisione totale degli spazi porti agli effetti opposti di quelli prefissati: i dipendenti si sentono meno soddisfatti e poco produttivi. Ma con una simile ambientazione d’ufficio che prende sempre più piede, e non ha intenzione di cambiar rotta, come sopravvivere? Di seguito, una serie di consigli.
Il problema più diffuso negli open-space riguarda la difficoltà di mantenere la concentrazione. Mentre ci si trova davanti al computer nel tentativo di compilare un foglio elettronico, si deve subire il movimento dei colleghi nell’ufficio, il rumore del dirimpettaio che batte pesantemente le dita sulla tastiera, le telefonate dei superiori, le risatine dei momenti di svago altrui e molto altro ancora. Un disturbo visivo e sonoro continuo, il tutto a danno dell’attenzione. Oltre ad aumentare la propria dose di sopportazione – anche in caso di insita scarsa pazienza – si può procedere su diversi fronti:
Una questione non da poco negli open space è la totale mancanza di privacy del dipendente. Anche qualora i superiori non fossero particolarmente invadenti, il lavoratore si sentirà costantemente osservato e scrutato dai colleghi: questo non farà altro che inficiare le sue performance. Inoltre, sebbene le nuove tecnologie siano sostanzialmente dei mezzi di distrazione lavorativa, di tanto in tanto qualche minuto sui social network oppure una mail a scopi privati ad amici e parenti, permette di rilassare la mente e ripartire con più sprint. Di seguito, qualche proposta:
[BANNER_CODE]
Non sempre i consigli poc’anzi risultati sono percorribili, sia per ragioni di estensione fisica dell’open space che per il diniego di amministrazione e colleghi. Un valido aiuto arriva però dai rimedi naturali che, assunti sempre dopo il parere del medico, possono aiutare ad abbattere lo stress. Una volta giunti a casa, ad esempio, si può optare per un infuso di camomilla, che aiuta a rilassare i muscoli tesi e a dimenticarsi delle diatribe in ufficio. Ma anche la passiflora prima di coricarsi, per godere di un sonno profondo e ristoratore, e il ginseng al mattino, per ripartire con sprint. E se proprio questi metodi non dovessero funzionare, non resta che lasciarsi andare a massaggi e yoga: catalizzeranno la rabbia sui colleghi altrove, polverizzandola.