
Quanto guadagna un giudice (www.greenstyle.it)
Il mondo giudiziario italiano è caratterizzato da figure professionali che ricoprono ruoli distinti e con funzioni specifiche.
Giudice, magistrato e pubblico ministero sono termini spesso usati in modo intercambiabile, ma è fondamentale chiarire le differenze tra di essi. In questo articolo, esploreremo quanto guadagna un giudice e un magistrato, analizzando le variabili che influenzano i loro stipendi.
È importante comprendere che il termine magistrato include sia i giudici che i pubblici ministeri. La magistratura si divide in due rami fondamentali:
- Magistratura giudicante: composta dai giudici che decidono le controversie.
- Magistratura requirente: rappresentata dai pubblici ministeri che svolgono funzioni di accusa.
Questa suddivisione è cruciale per garantire l’imparzialità e l’indipendenza del sistema giudiziario. Il percorso per diventare magistrato è lungo e impegnativo, richiedendo una laurea in giurisprudenza, il superamento di un concorso pubblico e un periodo di tirocinio. Una volta completato questo iter, i neolaureati possono scegliere se intraprendere la carriera da giudice o da pubblico ministero, una scelta che influisce anche sulle retribuzioni.
Quanto guadagna un magistrato?
Il guadagno di un magistrato varia significativamente in base al ruolo ricoperto. Ecco una panoramica degli stipendi:
- Pubblico ministero: all’inizio della carriera, percepisce uno stipendio tra i 2.200 e i 2.500 euro mensili. Con l’anzianità, il guadagno può arrivare a circa 5.000 euro al mese a metà carriera, toccando punte di circa 8.000 euro dopo 30 anni di servizio.
- Giudice ordinario: inizia con uno stipendio simile, tra i 2.200 e i 2.500 euro. Con il tempo, un giudice può guadagnare fino a 8.000 euro mensili, riflettendo l’importanza e la responsabilità del ruolo.
Un’altra categoria di magistrati è quella dei giudici amministrativi, che operano nei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR). Questi giudici godono di una retribuzione iniziale che può essere significativamente più alta rispetto ai colleghi civilisti e penalisti. I loro stipendi possono variare da circa 5.000 euro fino a 15.000 euro al mese, a seconda dell’anzianità e delle funzioni svolte.

I giudici di Corte d’Appello si occupano di casi in secondo grado, rivedendo le decisioni prese dai giudici di primo grado. La retribuzione iniziale per un giudice di Corte d’Appello si aggira intorno ai 6.000 euro al mese, con la possibilità di raggiungere facilmente i 9.000 euro con l’esperienza.
I giudici della Corte di Cassazione, che rivestono un ruolo fondamentale nel sistema giuridico, percepiscono gli stipendi più elevati. Per accedere a questa posizione, è necessario avere almeno 19 anni di servizio, di cui 11 in tribunale ordinario e 7 in Corte d’Appello. Gli stipendi iniziano da circa 8.000 euro mensili e possono arrivare fino a 15.000 euro, riflettendo l’alta responsabilità e la complessità dei casi trattati.
Il panorama giudiziario italiano è complesso e le retribuzioni dei magistrati riflettono non solo l’anzianità, ma anche la delicatezza e la responsabilità del loro lavoro. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per apprezzare il valore del sistema giudiziario e il ruolo cruciale che i magistrati svolgono nella società.