
Casi emblematici di reati ambientali (www.greenstyle.it)
Negli ultimi mesi, la situazione degli sportelli della Provincia ha subito un notevole cambiamento. Quali sono le cause.
Se fino a poco tempo fa le code e le richieste di chiarimenti legate alle ingiunzioni delle multe degli autovelox erano all’ordine del giorno, ora si è assistito a un calo delle telefonate e delle presenze fisiche presso gli uffici. Questo affievolimento è dovuto principalmente alla scadenza delle ingiunzioni riguardanti le contravvenzioni non pagate correttamente dal 2018 in avanti.
Il problema non è affatto risolto, ma si è semplicemente spostato in un’altra direzione, quella dei tribunali. Molti automobilisti, infatti, hanno deciso di presentare ricorso di fronte al giudice di pace, contestando la legittimità delle multe ricevute.
Crescita delle contestazioni legali
Nell’albo pretorio della Provincia, è possibile osservare un incremento significativo degli affidamenti legali, poiché l’ente è costretto a difendersi da una serie di contestazioni presentate da cittadini che si oppongono alle ingiunzioni. Il messaggio è chiaro: la battaglia legale è appena cominciata e si prevede che il mese di aprile sarà particolarmente intenso per la Provincia, chiamata a giustificare le richieste di pagamento relative a multe di diverso tipo. Accanto ai ricorsi legati alle contravvenzioni per violazioni del codice della strada, emergono però altre problematiche, quelle legate ai reati ambientali, che stanno guadagnando sempre più attenzione.
Un caso emblematico riguarda il ritrovamento di un’auto abbandonata in condizioni deplorevoli in salita Madonna di Fatima, ad Albenga. Si trattava di un modello Golf, completamente deteriorata e priva di qualsiasi requisito per poter essere considerata un veicolo in circolazione. Secondo quanto riportato nel documento della Provincia, l’auto è stata definita «rifiuto speciale» poiché non è stata correttamente conferita a un centro autorizzato per la demolizione. La sanzione per il proprietario, in questo caso, è stata di ben 1667 euro, una somma che riflette la gravità della violazione e l’importanza di rispettare le normative ambientali.
Un altro episodio significativo è avvenuto lungo la provinciale 52 (Bareassi-Calizzano), nel Comune di Castelvecchio di Rocca Barbena. Qui, i carabinieri Forestali di Zuccarello hanno scoperto un cumulo di rifiuti speciali, consistenti in circa un metro cubo di materiale derivante da attività di demolizione. Tra i rifiuti rinvenuti vi erano:
- Blocchi di asfalto
- Bitume
- Pezzi di calcestruzzo miscelati a terra e rocce
Le indagini condotte hanno portato a identificare una ditta che aveva recentemente eseguito lavori stradali per conto della Provincia. La conseguenza è stata una multa di circa tremila euro per la ditta, poiché sono state riscontrate incongruenze tra il materiale rinvenuto e i dati riportati sul formulario di smaltimento.

Questi episodi mettono in luce non solo la necessità di un controllo più rigoroso sulle pratiche di smaltimento dei rifiuti, ma anche l’importanza di una maggiore consapevolezza ambientale da parte dei cittadini e delle aziende. Le violazioni in materia ambientale non riguardano solo l’abbandono di veicoli o rifiuti, ma si estendono anche a situazioni più complesse, come le vasche di acque piovane di aziende non monitorate da anni. Le autorità locali stanno intensificando i controlli su queste strutture, segnalando anomalie e irregolarità che potrebbero rappresentare un pericolo per l’ambiente e la salute pubblica.
La lotta contro i reati ambientali è diventata un tema centrale per le amministrazioni locali, che si trovano a dover gestire una situazione sempre più complessa e delicata. La Provincia di Savona, in particolare, ha avviato un piano di monitoraggio e controllo per contrastare queste violazioni, cercando di sensibilizzare la popolazione sull’importanza del rispetto delle normative ambientali. Questo approccio è fondamentale non solo per garantire la tutela dell’ambiente, ma anche per preservare la qualità della vita dei cittadini.