
Cosa differenzia i tumori benigni da quelli maligni? - greenstyle.it
Cosa differenzia il tumore benigno dal tumore maligno? Quali sono le loro caratteristiche distintive? Ecco quello che è bene sapere.
Anche se di entità meno grave rispetto ai tumori maligni, anche i tumori benigni vanno tenuti sempre sotto stretto controllo. Talvolta infatti possono secerne ormoni in grado di alterare la salute e accrescendosi possono compromettere seriamente l’integrità di tessuti e ossa andando a danneggiare il funzionamento degli organi associati.
Non bisogna sottovalutare i tumori benigni. La loro minore gravità non esclude che non possano provocare scompensi in tutto l’organismo. Senza contare che alcuni tipi di tumore benigno possono trasformarsi in un cancro. Ma qual è la vera differenza tra un tumore benigno e un tumore maligno? Cerchiamo di fare chiarezza.
Tumore benigno e maligno, la differenza fondamentale
Prima di tutto occorre andare per esclusione. In altre parole sarà bene definire quello che non è il tumore benigno. Un tumore benigno non è un cancro – ovvero un tumore maligno. A caratterizzare il tumore benigno è la crescita anomala di diverse cellule. Si formano così delle masse con una dimensione ben delineata, che riproducono le medesime caratteristiche del tessuto dal quale hanno tratto origine.

Ciò vuol dire che i tumori benigni non generano metastasi e pertanto non invadono gli organi circostanti, alla maniera dei tumori maligni. Per questo motivi rappresentano generalmente un problema di salute meno grave e vanno rimossi nel caso in cui provochino dolore fisico o disagio estetico. Possono anche essere totalmente asportati.
Altra differenza significativa: una volta asportato, il tumore benigno non si ripresenterà a differenza del cancro (sempre che sia stato escisso senza residui). A accomunare le due tipologie tumorali (benigna e maligna) è la parola latina “tumor”, che sta per rigonfiamento o gonfiore. Il termine “cancro” identifica invece i tumori maligni.
Tra le tipologie più comuni di cancro abbiamo adenocarcinoma, sarcoma, linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin, leucemia, mieloma. I tumori maligni si differenziano anche in base al tessuto da cui si sono originati. Abbiamo così, ad esempio, i carcinomi (relativi ai tessuti epiteliali), i sarcomi (originati all’interno dei tessuti molli come vasi sanguigni, muscoli, grasso corporeo e nervi) o ancora un cancro del sangue come la leucemia.
Come dicevamo alcune tipologie di tumori benigni possono trasformarsi in cancro. Come nel caso del tumore del colon-retto, che può svilupparsi a partire da polipi benigni dell’intestino cresciuti lentamente dalla mucosa. Chi è affetto da un tumore benigno con alta probabilità di evoluzione in cancro deve sottoporsi con regolarità a controlli periodici, oltre a adottare uno stile di vita precauzionale. Un’altra opzione rimane quella della rimozione chirurgica del tumore.