
La cura dell’orto è, senza ombra di dubbio, un’attività benefica e gratificante. Oltre a migliorare il benessere generale della persona, incentivandone il movimento e la vita all’aria aperta, approfittare dei frutti del proprio impegno stimola il raggiungimento di migliore equilibrio psicologico, aumentando l’autostima e riducendo stress e ansia dovuti alla vita moderna. Degli effetti positivi che hanno portato, nel corso degli ultimi decenni, a definire una vera e propria disciplina per la salute: quella dell’ortoterapia. Ma quali sono le caratteristiche, nonché le modalità di applicazione?
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Prima di cominciare, è bene sottolineare come il termine ortoterapia possa riferirsi ad attività fra loro anche decisamente diverse, seppur dagli effetti ravvicinati. Nel linguaggio comune, si intende genericamente un percorso di cura e manutenzione dell’orto che permetta di incrementare le proprie condizioni di salute, sia a livello fisico che psicologico. In ambito medico e psicoterapico, oltre a questa comune declinazione, l’ortoterapia comprende anche delle specifiche tecniche di terapia occupazionale, ovvero di riabilitazione cognitiva, fisica o psichica.
Ortoterapia: storia e definizioni

Così come già accennato, il termine ortoterapia è utilizzato nel linguaggio comune per indicare tutte quelle attività, connesse alla gestione di un orto o di un giardino, utili per incrementare il benessere della persona. Si tratti di benefici fisici, ad esempio la necessità di un maggior movimento quotidiano, o psicologici, come la riduzione dello stress dovuto alla vita moderna, questa efficace soluzione è accessibile praticamente a chiunque abbia il desiderio di coltivare un piccolo appezzamento di terreno. In ambito medico e psicoterapico, invece, con il termine ortoterapia si indica una disciplina più specifica: si tratta infatti di una terapia occupazionale che, tramite l’aiuto di un professionista, incentiva il percorso di riabilitazione nei soggetti affetti da problematiche fisiche, cognitive o psicologiche. In questo caso, si parla più propriamente di terapia orticulturale.
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Nella sua declinazione moderna, l’ortoterapia – nota anche come Horticultural Therapy – nasce nella seconda metà del secolo scorso, in particolare negli Stati Uniti. Diverse facoltà di medicina e di psicologia si sono occupate, e si occupano tutt’ora, di definire le caratteristiche e le linee guida della disciplina, tanto che la terapia è rientrata di diritto nei principali ospedali universitari a stelle e strisce. Tuttavia, gli albori dell’ortoterapia hanno radici ben salde in un passato lontano. Già nel 1600, ad esempio, i medici inglesi avevano notato gli effetti stupefacenti della cura di orto e giardini su fisico e psiche. Il tutto grazie all’osservazione delle classi più povere della popolazione: non potendo corrispondere costose spese mediche, i meno abbienti erano soliti ripagare ospedali e ricoveri con la manutenzione del verde. Si notò, di conseguenza, come i pazienti impegnati nell’orto riuscissero a recuperare più facilmente la forza fisica, riducendo i tempi di guarigione e sperimentando una maggiore serenità emotiva.
Ortoterapia: benefici e applicazioni

Così come molti avranno certamente avuto modo di sperimentare, dedicarsi a un piccolo appezzamento di terreno porta a immediati benefici di salute, in termini di energie disponibili e di eliminazione dello stress. Negli ultimi decenni, diversi studi hanno confermato gli effetti positivi dell’orto sull’organismo nel suo complesso. Innanzitutto, la vita all’aria aperta e alla luce del sole aumenta i livelli di vitamina D, essenziali per le funzioni dell’organismo nonché per il rafforzamento della struttura ossea. Nel dettaglio, questa peculiarità si rivela particolarmente utile nella terza età, quando i livelli di vitamina D tendono a diminuire sia per i processi d’invecchiamento che per la minore esposizione alla luce.
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Ancora, l’attività fisica costante porta al contenimento della pressione sanguigna, alla regolarizzazione del battito cardiaco, alla diminuzione dei livelli di colesterolo nel sangue, a una migliore circolazione agli arti, ma anche alla limitazione delle problematiche connesse alla postura, alla sedentarietà e a qualsiasi tipo di stile di vita poco salutare. A livello psicologico, al contempo, si assiste a un miglior contenimento degli stati ansiosi dato l’accresciuta autostima, a una più facile eliminazione dello stress con minori concentrazioni di cortisolo e maggiori di serotonina, quindi a una più proficua gestione dei disturbi depressivi.
Nei pazienti con difficoltà fisiche, cognitive o psichiche, poi, la terapia ortoculturale facilita il percorso di reinserimento nelle normali attività lavorative, sociali e relazionali. Tramite l’affiancamento con professionisti specializzati in riabilitazione, l’individuo viene accompagnato in tutte le fasi del giardinaggio, dall’apprendimento delle tecniche di coltivazione alla moltiplicazione delle piante e alla loro raccolta, a cui possono aggiungersi anche progetti di distribuzione e vendita come utile metodologia per stimolare un efficace rientro in società.