
La durata del congedo di paternità(www.greenstyle.it)
Negli ultimi anni, il congedo di paternità ha acquisito sempre più rilevanza nel panorama normativo italiano.
Nel 2025, i padri hanno diritto a un congedo di 10 giorni, una misura introdotta con il decreto legislativo n. 105 del 2022. Questa normativa non solo riconosce il diritto dei padri di essere presenti nei momenti cruciali della vita del loro bambino, ma mira anche a promuovere un equilibrio tra vita professionale e familiare.
Come stabilito dalla normativa attuale, il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni. Questi giorni possono essere utilizzati entro il quinto mese dalla nascita del bambino, garantendo così ai padri la possibilità di essere presenti sia durante il parto che nei primi mesi di vita del neonato. È importante notare che, a differenza del passato, non è più possibile richiedere un giorno extra di congedo se la madre rientra anticipatamente dal congedo di maternità. Questa modifica ha l’obiettivo di semplificare l’accesso al congedo e di renderlo più fruibile per i padri.
Inoltre, il congedo di paternità può anche essere utilizzato prima della nascita, consentendo ai padri di prendere parte attivamente ai preparativi per l’arrivo del bambino. Questa flessibilità rappresenta un significativo passo avanti nella valorizzazione del ruolo paterno.
Chi ha diritto al congedo di paternità?
Il diritto al congedo di paternità è riservato ai padri naturali, adottivi, affidatari o collocatari. Tuttavia, per poter beneficiare di questo congedo, è necessario essere lavoratori dipendenti. Questo significa che i liberi professionisti e coloro che lavorano con contratti di collaborazione coordinata e continuativa non hanno diritto a questa forma di congedo. Inoltre, il congedo deve essere goduto entro il quinto mese dalla nascita del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia in caso di adozione o affidamento.

I 10 giorni di congedo possono essere utilizzati in modo frazionato, ma devono sempre essere presi in giorni interi e non a ore. Questa disposizione garantisce ai padri una presenza costante e significativa nei primi mesi di vita del bambino. È fondamentale notare che il congedo di paternità è un diritto autonomo e non dipende dalla fruizione del congedo di maternità da parte della madre. Ciò consente ai padri di organizzare la propria assenza dal lavoro in maniera indipendente, assicurando così una maggiore presenza accanto al neonato.
Durante il periodo di congedo, il lavoratore ha diritto a un’indennità pari al 100% della retribuzione, calcolata solo sulle giornate lavorative. Ad esempio, un dipendente che si assenta per 10 giorni di lavoro dal martedì alla settimana successiva vedrà scalati solo i giorni effettivamente lavorativi, escludendo i fine settimana.
In sintesi, il congedo di paternità rappresenta un passo significativo verso una più equa distribuzione dei compiti genitoriali e una valorizzazione del ruolo del padre, garantendo il diritto di essere presenti nei momenti fondamentali della vita del proprio bambino. L’evoluzione della normativa riflette un cambiamento culturale profondo, dove la genitorialità è vista come un impegno condiviso, fondamentale per il benessere della famiglia e della società nel suo complesso.